Escursioni nell'arte: Siena e le Crete
Le Crete senesi
Le Crete senesi occupano una vasta area a sud-est della città di Siena, interessando i territori comunali di Asciano, Buonconvento, Monteroni d'Arbia, Rapolano Terme e San Giovanni d'Asso. La zona presenta un caratteristico paesaggio collinare, pressoché spoglio di vegetazione, dove si alternano in modo molto suggestivo calanchi e biancane che, a tratti, sembrano costituire un paesaggio lunare. Fin dal Medioevo, questa area era conosciuta nell'insieme con il nome di Deserto di Accona.
La città medieoevale di Siena
La città è universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano medievale, nonché per il suo famoso palio. È stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Città di origine etrusca, fu poi fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto col nome di Saena Julia. Il primo documento conosciuto nel quale viene citata la comunità senese risale al 70 DC ad opera di Tacito. Nel IV libro delle Historiae, Tacito scrive a proposito del senatore Manlio Patruito, che riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale mentre si trovava in visita ufficiale a Saena Julia. Siena si trova al centro di importanti vie commerciali grazie al potere vescovile seguito all'epoca Carolingia.
In quel periodo espande il proprio territorio e stringe le prime alleanze, diventando un'importante città medievale in termini sia politici che economici. Verso la fine del XII secolo Siena si scontrò di nuovo con i Fiorentini di parte Guelfa a causa della sua presa di posizione a sostegno dei Ghibellini. Dopo un inizio incoraggiante, Siena ebbe la peggio e perse la guerra nella battaglia di Colle Val d'Elsa, che portò all'ascesa del Governo dei Nove fino al 1355. Sotto questo governo, Siena raggiunge il suo massimo splendore in termini sia economici che culturali. Verso la fine del XIV secolo inizia la lenta decadenza della Repubblica senese, segnata dalla peste del 1348 che decimò la popolazione e raggiunse l'epilogo nel 1555, anno in cui la città dovette arrendersi alla supremazia fiorentina sotto il controllo dei de' Medici.


